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Ponti Termici e Muffa

Scopri le nostre soluzioni per eliminare i ponti termici sia interni che esterni.

Formazione di muffa su soffitto causata da condensa interna

I ponti termici sono zone dell’involucro edilizio in cui la continuità dell’isolamento viene interrotta o ridotta, determinando un aumento del flusso di calore rispetto alle superfici circostanti. Possono essere di natura geometrica (spigoli, angoli, balconi) oppure costruttiva, dovuti alla presenza di materiali con elevata conducibilità termica come calcestruzzo, acciaio o elementi strutturali non adeguatamente isolati.

La riduzione della temperatura superficiale interna in corrispondenza del ponte termico favorisce il raggiungimento del punto di rugiada. Quando la temperatura della superficie scende al di sotto della temperatura di condensazione dell’aria ambiente, il vapore acqueo si trasforma in acqua liquida dando origine alla condensa superficiale. In presenza di umidità persistente e scarsa ventilazione, si crea un ambiente favorevole alla proliferazione di muffe e microrganismi.

Oltre al deterioramento delle finiture interne, la presenza di ponti termici comporta un incremento delle dispersioni energetiche, una riduzione del comfort abitativo e un maggiore fabbisogno per il riscaldamento e il raffrescamento. Le superfici fredde possono inoltre compromettere la durabilità dei materiali da costruzione, favorendo il degrado di intonaci, pitture e rivestimenti.

La progettazione dell’involucro edilizio deve limitare la formazione dei ponti termici attraverso soluzioni costruttive che garantiscano la continuità dell’isolamento e il controllo delle temperature superficiali interne. La valutazione del fenomeno viene effettuata mediante il calcolo del coefficiente di trasmittanza termica lineica (Ψ) e della temperatura superficiale interna, parametri fondamentali per verificare il rischio di condensazione e sviluppo di muffe.

In Italia la verifica dei ponti termici rientra tra gli aspetti disciplinati dalla normativa sul contenimento dei consumi energetici degli edifici. Le metodologie di calcolo sono definite dalle norme UNI EN ISO 10211 (calcolo dei ponti termici) e UNI EN ISO 13788 (valutazione del rischio di condensazione superficiale e interstiziale), mentre il D.M. 26 giugno 2015 – Requisiti Minimi richiede che l’involucro edilizio sia progettato in modo da limitare le dispersioni termiche e prevenire fenomeni di condensazione e formazione di muffe.

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